“Non significa nulla se non ha swing”: il jazz che si nasconde nel quartiere Ostiense

Oggi vi prendiamo per mano e vi conduciamo in un posto che sembra non avere nulla da nascondere, uno dei quartieri più conosciuti di Roma: il quartiere Ostiense.

Ma se avete un po’ di pazienza cercheremo di farvi scoprire qualcosa che forse in pochi conoscono e che, in effetti, è per veri intenditori.

Innanzitutto potremmo iniziare dicendovi che il quartiere Ostiense è davvero molto antico, essendo fra i primi nati a Roma intorno nel 1911. La zona inizia a svilupparsi nel 1907 e nasce dalla volontà di creare un quartiere industriale, per questo vengono realizzati il Gazometro, i Mercati Generali, il Porto Fluviale e la Centrale Montemartini.

Queste sono, probabilmente, cose che in molti sanno; e ancora di più sono a conoscenza dell’esistenza della Basilica di San Paolo fuori le mura.

Una domanda lecita potrebbe essere “Ok, ci stai dicendo cose che sappiamo tutti, quando ci dirai qualcosa che potremmo non sapere?”.

Bene. Non vi farò aspettare ancora.

La storia del nostro posto di oggi inizia alla fine degli anni Trenta, quando Arturo Osio, uno dei fondatori della Banca Nazionale del Lavoro, decide di far costruire la propria villa proprio nel quartiere Ostiense, in viale di Porta Ardeatina.

In queste circostanze viene commissionato l’ingegnere Cesare Pascoletti che ha il compito di ristrutturare il casale del ‘600 che si trovava all’interno dell’area.

Villa Osio diventa una residenza elegante e suggestiva, soprattutto quando nel 1939 viene affidato al paesaggista Pietro Porcinai il compito di curare il parco circostante la villa. In questo modo vengono creati una serie di percorsi delimitati dalle piante e che circondano tutto l’edificio. Nella sala da pranzo, invece, si trova un affresco di Piazza Navona ad opera di  Amerigo Bartoli.

Immagine presa da http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/ville_e_parchi_storici/ville_della_borghesia/villa_osio

Villa Osio

 

Le cose cambiano quando negli anni Ottanta la proprietà finisce in mano ad una società controllata dalla Banda della Magliana. Lo stile e il parco della villa vengono alterati e subiscono numerose modifiche, diventando kitsch.

Nel 2001 la villa è stata confiscata e assegnata al comune di Roma. Da questo momento e dopo una serie di provvedimenti diventa un centro adibito ad attività musicali.

Nasce La Casa del Jazz, un luogo multifunzionale che ospita molte attività creative.

Insegna La Casa del Jazz presa da http://www.teatrionline.com/2014/01/i-nuovi-appuntamenti-alla-casa-del-jazz-di-roma/

Insegna La Casa del Jazz

La villa padronale ospita l’auditorium che è utilizzato per organizzare vari tipi di eventi, tra cui lezioni di storia del jazz tenute da esperti, guide all’ascolto, attività didattiche e così via. All’interno del parco, poi, è possibile trovare sale di registrazione e sale prove, locali di ristorazione e zone adibite per permettere agli artisti di risiedere nella struttura; ma anche un archivio audiovisivo, una biblioteca, una libreria.

La Casa del Jazz di sera presa da http://it.omnidreams.net/articles/43476-migliori-jazz-club-di-roma

La Casa del Jazz di sera

 

Un luogo unico in Europa che ospita artisti di fama internazionale e che si pone come obiettivo lo sviluppo e la diffusione del jazz in Italia, un genere musicale che per molti versi rimane ancora per pochi intenditori, anche forse perché è un genere che deve essere capito ancor prima che apprezzato.

La Casa del Jazz ha poi la funzione di essere un luogo di ritrovo e di incontro fra produttori, musicisti, critici e appassionati, ma che si rivolge anche a coloro che sono semplicemente curiosi di accostarsi a questo particolare genere musicale e a tutti i suoi stili.

Ecco dove volevo portarvi. In questo posto così speciale per la sua storia, per la sua struttura, i  suoi paesaggi e per ciò che si propone di realizzare.

Il motto della Casa del Jazz è una frase pronunciata da Duke Ellington, uno dei più grandi compositori e musicisti jazz, nel 1932:

Non significa nulla se non ha swing

Duke Ellington

Duke Ellington

Vi abbiamo voluto portare in questo posto per far sì che ognuno di voi possa trovare e far proprio il suo personale swing, nella speranza che fra i prossimi curiosi che si recheranno in questo posto ci sarete anche voi.

 

Articolo di Federica Ponza

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