Simbolismo, leggende e competizione. Tutto quello che non sapete sulla Fontana dei Quattro Fiumi

La Fontana dei Quattro Fiumi

“L’acqua non aspetta mai.

Cambia forma e scorre attorno alle cose, trovando sentieri segreti a cui nessun altro ha pensato…”.

Arthur Golden

Oggi, con Roma In Punta di Piedi, passeggerete in una della più belle e conosciute piazze della capitale: Piazza Navona, sempre frequentatissima da romani e turisti, colpiti dai tanti artisti che ogni giorno l’affollano con le loro tele, ritratti e caricature! La sua forma ellittica la rende uno dei luoghi più affascinanti di Roma…Infatti, e forse non lo sapete, era lo stadio di Domiziano. Orgoglio della Roma barocca, a Piazza Navona sorge una delle fontane più celebri dell’intera città: la Fontana dei Quattro Fiumi. L’avrete vista tante di quelle volte, ma sapete la sua storia? E la simbologia e le leggende che aleggiano su di essa?

Innanzitutto bisogna tornare indietro nel tempo, nel lontano luglio 1648 e fino al giugno di tre anni dopo. La costruzione della fontana ha infatti visto scontrarsi due artisti italiani di fama internazionale: Borromini e Gian Lorenzo Bernini. La storia racconta che proprio Bernini, per ottenere la commissione da Papa Innocenzo X, diede in dono alla famosa cognata, Donna Olimpia Maidalchini, un modello dell’opera che aveva in mente, in argento e alto un metro e mezzo. Olimpia, influente e particolarmente avida, convinse il Papa a scegliere Bernini e Borromini ne fece le spese, dando così vita all’eterna rivalità tra i due architetti. Non solo: Bernini riuscì ad entrare nelle grazie del Papa anche per la metafora che reggeva il suo progetto: “la grazia divina che si riversa sui quattro continenti”.

La Fontana e la facciata di Sant’Agnese in Agone

Ma la fontana a cosa deve il suo nome? Le grandi figure maschili scolpite nel travertino rappresentano i fiumi più lunghi del mondo, almeno per le conoscenze geografiche dell’epoca. Inoltre ogni fiume rappresenta un continente: il Danubio, il Nilo, il Gange e infine il Rio della Plata. Dobbiamo la loro scultura ad alcuni celebri collaboratori di Bernini, rispettivamente Ercole Antonio Raggi, Jacopo Antonio Fancelli, Claude Poussin e Francesco Baratta. Per quanto riguarda le proporzioni e la grandezza di queste figure possiamo far riferimento a un documento custodito nell’Archivio di Stato di Roma nel quale Raggi scrive: “si obliga far detta statua o fiume d’altezza se si drizzasse in piedi di palmi 20 di misura Romana”, cioè circa quattro metri e mezzo. Secondo la tradizione persino le statue sarebbero state scolpite in atteggiamenti rivali, a significare la competizione tra Bernini e Borromini che, tra l’altro ha progettato la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, proprio di fronte alla fontana. Per esempio, la statua che sta a simboleggiare il Rio della Plata ha un braccio alzato per difendersi dal crollo dell’edificio che ha proprio di fronte a sé, invece quella del Nilo si copre gli occhi con un velo per non guardare Sant’Agnese, opera borromiana.

Il Nilo

In realtà, quest’ultimo gesto potrebbe avere un altro significato: celarsi in riferimento al fatto che la sorgente del fiume africano rimase ignota fino al XIX secolo. La parte bassa della scogliera raffigura la flora e la fauna dei quattro continenti: un cavallo che si abbevera sotto il Danubio, un mostro marino, un coccodrillo, fiori e cactus, un leone e un drago sotto il Rio della Plata. Quest’ultimo trasfigura l’armadillo imbalsamato di provenienza americana che pendeva dal soffitto della Wunderkammer del museo di Athanasius Kircher, un gesuita con cui Bernini era in contatto. L’intento di  Bernini era quello di suscitare meraviglia in chi ammira la fontana, componendo un piccolo universo in movimento a imitazione della realtà naturale. Col suo talento riesce a ottenere sensazioni atmosferiche, scompigliando palme e criniere di cavallo. Creazione divina, luci e ombre, piena e secca sono alla base della costruzione della fontana. L’apice si raggiunge con la figura della colomba che sta a significare, insieme allo stemma papale, la rivelazione cristiana.

Particolare della Fontana

La fontana è poi protagonista di un curioso episodio datato 12 giugno 1651, giorno della sua inaugurazione, alla presenza di papa Innocenzo X. Dopo aver scoperto il lavoro di Bernini, tutti rimasero folgorati dalla bellezza delle statue e dalle decorazioni in vernice dorata, ma la fontana era priva di acqua. Bernini raccolse le congratulazioni di tutti, compreso il papa, che non accennò alla mancanza per non umiliarlo e, solo quando il pontefice stava per andarsene, ad un cenno di Bernini, venne finalmente aperta la leva che fece sgorgare le acque, con grande ammirazione di tutti i presenti. Al che il Papa disse: “Cavalier Bernini, con questa vostra piacevolezza ci avete accresciuto di 10 anni di vita!”.

La Fontana dei Quattro Fiumi è diversa da tutte le altre per significati e leggende. Inoltre, è resa ancora più particolare dal fatto che l’acqua non zampilla, ma sorga dalle rocce, si trasforma in piccole cascate e traboccamenti naturalistici, con forza e vitalità.

 

Articolo di Elisa Salvati

 

Foto da: wikipedia.org, tripadvisor.com, juzaphoto.com,

 

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